Difesa Naturale dall’Influenza

L’aria che respiriamo è un possibile veicolo di inquinamento, per le enormi quantità di particelle e di microrganismi presenti, alcuni dei quali particolarmente pericolosi per l’organismo. Se l’apparato respiratorio non disponesse di meccanismi che provvedono alla loro rapida e continua neutralizzazione e rimozione, i polmoni ne sarebbero invasi, diventando vittime di uno stato perenne di infiammazione e infezione. Il principale sistema di difesa, localizzato a livello dei bronchi, garantisce la depurazione di gas, vapori, fumo, particelle e microrganismi, mediante il sistema mucociliare, che trasporta ed elimina le secrezioni in cui vengono catturate le particelle e i microrganismi. Nella stagione autunnoinvernale l’organismo è più facilmente aggredito da batteri e virus, soprattutto per la complicità delle condizioni climatiche e atmosferiche sfavorevoli. Alcuni preparati naturali, come oligoelementi, piante officinali, gemmoterapici, probiotici, vengono utilizzati sia nella prevenzione che nel trattamento di numerose affezioni stagionali delle vie respiratorie, in età pediatrica e nell’adulto. In particolare, recenti ricerche hanno confermato il ruolo protettivo svolto dalla propoli e dall’echinacea nei confronti delle affezioni respiratorie stagionali autunnali e invernali.

Propoli

La propoli consiste in una sostanza resinosa aromatica che le api operaie più esperte elaborano, dalle gemme di alcuni alberi e dalla corteccia di conifere (betulle, pioppi, olmi, salici, querce, ippocastani, pini, abeti). La masticazione e le secrezioni salivari delle api trasformano queste resine, utilizzando cere e polline per preparare la propoli. È sorprendente come, nonostante i 30.000 abitanti, con 35 gradi di temperatura, un volume pari a 50 litri, l’elevata concentrazione di zuccheri e un tasso di umidità che può raggiungere il 120%, l’alveare si mantenga praticamente asettico, grazie alla pellicola di propoli che riveste le sue pareti. La propoli, infatti, è un potente antisettico, dotato di proprietà antivirali, antibiotiche e antifungine. Possiede, inoltre, proprietà antinfiammatoria, balsamica, cicatrizzante e immunostimolante. La parte più attiva della propoli è costituita dai polifenoli, composti fitochimici che manifestano una notevole attività antiossidante. In fitoterapia trova impiego per le proprietà riparative, immunostimolanti e soprattutto antiossidanti. Il nome “propoli” deriva dal greco e indica l’uso di tale miscela per proteggere l’alveare dagli intrusi e ripararlo dai danni subiti. Nell’organismo umano la propoli è utilizzata sia per prevenire o curare manifestazioni stagionali a carattere epidemico, sia per ristabilire l’integrità delle mucose e del sistema difensivo immunitario, a livello delle porte d’accesso, nei confronti di potenziali aggressori che ne minacciano la sicurezza. Gli effetti protettivi dei polifenoli della propoli sono ben noti e riportati in numerose pubblicazioni scientifiche. Tuttavia, l’abbondante presenza di cere comporta il rischio di favorire la comparsa di possibili manifestazioni allergiche, soprattutto in soggetti allergici ai pollini. Le cere, inoltre, ostacolano l’azione dei principi attivi della propoli, riducendone l’attività. Per tale ragione si è provveduto a rimuovere le cere per evitare fenomeni allergici, aumentare il potenziale curativo e ottimizzare la qualità degli estratti di propoli disponibili in commercio.

Echinacea

Si tratta di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria del Nord America. Le tribù indiane autoctone utilizzavano fin dai tempi antichi l’echinacea per curare le ferite, i morsi di serpenti, le punture d’insetto e per superare le infezioni respiratorie frequenti nella rigida stagione invernale. Studi recenti hanno confermato l’azione antinfammatoria e immunostimolante, utile sia nella prevenzione che nel trattamento dei processi infettivi delle vie aeree, di origine batterica e virale. L’echinacea, infatti, potenzia il sistema immunitario, possiede attività antivirale, stimola i globuli bianchi, neutralizza i batteri, favorisce la cicatrizzazione delle ferite, svolge un’azione antiossidante e immunomodulante. Ricerche di biochimica hanno permesso di identifcare i tre gruppi di sostanze che svolgono un’azione sinergica sul sistema immunitario. In particolare esse comprendono: le alcammidi, che attivano i macrofagi; i composti fenolici con azione antivirale e un gruppo di polisaccaridi che stimolano la produzione di immunoglobuline.

Astragalo

Si tratta di una delle piante più importanti della medicina tradizionale cinese, usata soprattutto nelle condizioni caratterizzate da defcit delle difese immunitarie. Sconosciuta in Occidente fno agli anni ’80, ha dimostrato di possedere, in studi controllati, un’importante attività immunostimolante. I principi attivi contenuti nella radice si rivelano validi come supporto alle difese dell’organismo, soprattutto per le vie aeree. Tali proprietà di Astragalus membranaceus L. sono dovute principalmente a suoi particolari polisaccaridi: gli astraglucani, effcaci nell’incrementare numero e funzionalità dei macrofagi, quella classe di globuli bianchi che ha il compito di aggredire e neutralizzare particelle estranee e microrganismi. Altri componenti dell’astragalo, come le saponine, aumentano l’attività delle cellule immunitarie NK (Natural Killer), favorendo le naturali difese nei confronti delle infezioni virali.

Probiotici

Dal momento che gran parte dell’intero sistema immunitario è concentrato a livello intestinale, è importante assicurare una condizione di eubiosi intestinale, seguendo corrette abitudini alimentari e usando preparati a base di probiotici. In particolare, in commercio sono disponibili preparati in cui sono presenti i probiotici tindalizzati. Si tratta di batteri probiotici sottoposti a trattamento termico a 56°C per 30 minuti, chiamato tindalizzazione; è un tipo di sterilizzazione mediante calore, ideata dal fsico britannico John Tyndall (1820-1893). Il calore uccide i batteri ma ne preserva la struttura e la funzione, rendendoli stabili nei confronti degli acidi gastrici e dei succhi biliari, oltre che alla temperatura ambiente, per lunghi periodi. Pertanto essi sono più stabili rispetto ai probiotici vivi che possono variare di concentrazione sia all’interno del preparato in cui si trovano, sia lungo il tubo digerente una volta che sono stati somministrati. Anche se non sono vitali, ottimizzano la funzione difensiva del sistema immunitario a livello intestinale, dove sono in gran parte concentrati i meccanismi difensivi di tutto l’organismo.

 

Tratto da Natura e Scienza on Line a cura del Prof. B. Brigo